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28 ottobre 2026

Frode nel trading di criptovalute e responsabilità dell’exchange: escluso l’obbligo risarcitorio in assenza di nesso causale

La mera prestazione di servizi di acquisto, conversione, scambio e custodia di criptovalute non integra, di per sé, un servizio di investimento soggetto alla disciplina del TUF, né comporta automaticamente l’applicazione delle disposizioni del Codice del consumo sulla commercializzazione a distanza dei servizi finanziari. La perdita di criptovalute trasferite ad un portafoglio digitale esterno da un soggetto terzo che abbia ottenuto l’accesso remoto al dispositivo dell’utente non è imputabile all’exchange in assenza della prova di specifici inadempimenti contrattuali o di condotte illecite ad esso riferibili e del nesso causale tra le omissioni contestate ed il danno. Parimenti, l’eventuale violazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette previsti dalla normativa antiriciclaggio non fonda, da sola, una pretesa risarcitoria del cliente, essendo necessario dimostrare, secondo il criterio del "più probabile che non", che la condotta doverosa avrebbe evitato l’evento dannoso.

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