Gli articoli 17, paragrafo 1, lettera c), e 21, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), letti alla luce degli articoli 3, 7, 8 e 10 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e dell’articolo 17, paragrafo 1, TFUE, devono essere interpretati nel senso che un interessato che sia stato battezzato durante la minore età e che, in età adulta, intenda distanziarsi dalla comunità religiosa ha, in linea di principio, il diritto di ottenere la cancellazione dei propri dati personali dal registro dei battesimi, qualora il titolare del trattamento non dimostri l’esistenza di motivi legittimi cogenti che prevalgano sui suoi diritti, interessi e libertà fondamentali. Spetta al giudice nazionale valutare se sussistano tali motivi cogenti o se operino le deroghe all'obbligo di cancellazione previste dall'articolo 17, paragrafo 3, lettera d), e dall'articolo 89 del GDPR per finalità di archiviazione nel pubblico interesse o di ricerca storica, verificando la proporzionalità della misura e se la mera annotazione a margine dell'abbandono della Chiesa possa soddisfare le esigenze di tutela dell'interessato.









