La Cassazione si è pronunciata su un caso di presunta diffamazione giornalistica attuata con la pubblicazione di articoli su un quotidiano online recanti la notizia dell'iscrizione a loggia massonica, da parte di persona nota nella comunità cittadina per la professione svolta, in concomitanza con la pendenza di un procedimento giudiziario a suo carico. Contrariamente a quanto sostenuto nella sentenza impugnata, a giudizio della Suprema Corte, tali articoli non operano un collegamento "malizioso" tra l’iscrizione all’ordine massonico e le vicende giudiziarie del soggetto in questione e l’ottenimento di particolari prerogative, anche in vista del fatto che l’associazione alla massoneria, se ed in quanto risponda al dettato costituzionale e legislativo, è libera.









