La Suprema Corte ha affrontato, in un suo provvedimento recentemente emanato, la tematica dell’importanza di definire la disciplina dell’accesso di autorità pubbliche ai dati relativi al traffico telefonico o ai dati relativi all'ubicazione di persone indagate e, a tal proposito, rileva la necessità della proporzione tra la gravità dell'ingerenza nel diritto fondamentale alla vita privata e quella del reato oggetto di investigazione, soprattutto in considerazione di quanto stabilito, in ambito comunitario e nazionale, in materia di accesso ai dati conservati dai fornitori dei servizi di comunicazioni elettroniche (c.d. "data retention").