Il Consiglio di Stato è stato chiamato a pronunciarsi in merito ad un caso riguardante atti di bullismo commessi a scuola ai danni di studenti ed al diritto degli esercenti la potestà genitoriale sui figli minorenni, vittime dei predetti atti, di accedere alle relazioni redatte dalla psicologa scolastica e dal referente per il bullismo, che interessavano i minori. Il caso arriva al TAR, che ravvisa nel segreto professionale la causa ostativa all'accesso, mentre in appello emerge la questione della presunta inopponibilità del segreto professionale alla parte appellante, costituita anche dalla studentessa che aveva subito gli abusi, la quale nel frattempo ha conseguito la maggiore età, in quanto destinataria della prestazione professionale sfociata nelle suddette relazioni.









