• Privacy - Rapporto di lavoro

Lavoratrice licenziata per una chat tra colleghi: il partecipante alla chat che ha informato il datore di lavoro viola il diritto alla segretezza e riservatezza della corrispondenza?

11 marzo 2025

di Claudia Dierna La Suprema Corte si è pronunciata in merito alla legittimità di un licenziamento per giusta causa intimato ad una lavoratrice per aver postato durante l’orario di lavoro un video sulla chat WhatsApp, alla quale la stessa partecipava insieme ai suoi colleghi, considerato denigratorio nei confronti di una cliente. Posto che la trasmissione del video alla società datoriale è avvenuta ad opera di un partecipante alla chat in questione, la Corte di Cassazione ha chiarito se tale iniziativa potesse costituire una violazione del diritto alla segretezza e riservatezza della corrispondenza, tutelato dall'art. 15 Cost., ai danni della lavoratrice.
FOCUS
  • Privacy - Obblighi del titolare, del responsabile e dell’incaricato del trattamento

Dati pseudonimizzati e identificabilità delle persone fisiche: il parere dell’Avvocato Generale Spielmann

5 marzo 2025

di Jacopo Purificati "Nel caso di specie, Spielmann ha affrontato il tema dell’identificabilità degli interessati con riguardo a dati pseudonimizzati trasferiti a un destinatario (...) il parere fornito dall’Avvocato Generale contiene preziosi criteri ermeneutici che possono essere molto utili nel dibattito, molto aperto, relativo all’identificabilità di persone fisiche nel contesto di dati pseudonimizzati".
  • Privacy - Diritto all’informazione e all’espressione

Privacy e diffamazione a mezzo stampa: risarcimento del danno alla reputazione

5 marzo 2025

di Marta Miccichè In tema di diffamazione a mezzo stampa, il danno non patrimoniale alla reputazione non è in re ipsa, ma deve essere provato dal danneggiato, anche mediante presunzioni, assumendosi come idonei parametri di riferimento elementi quali la diffusione dello scritto, la rilevanza dell'offesa e la posizione sociale della vittima.
  • Pubblicità

Campagne pubblicitarie sui medicinali: buoni sconto che possono sviare il consumatore nella valutazione della necessità di prendere medicinali non soggetti a prescrizione medica

5 marzo 2025

Gli Stati membri possono autorizzare azioni pubblicitarie per l'acquisto di medicinali indeterminati soggetti a prescrizione medica sotto forma di sconti o di pagamenti diretti. Tuttavia, essi possono vietare azioni pubblicitarie per l'acquisto di tale tipo di medicinali quando esse offrono buoni per il successivo acquisto di medicinali non soggetti a prescrizione medica nonché di prodotti per la salute e la cura personale.