di Claudia Dierna
La Suprema Corte si è pronunciata in merito alla legittimità di un licenziamento per giusta causa intimato ad una lavoratrice per aver postato durante l’orario di lavoro un video sulla chat WhatsApp, alla quale la stessa partecipava insieme ai suoi colleghi, considerato denigratorio nei confronti di una cliente. Posto che la trasmissione del video alla società datoriale è avvenuta ad opera di un partecipante alla chat in questione, la Corte di Cassazione ha chiarito se tale iniziativa potesse costituire una violazione del diritto alla segretezza e riservatezza della corrispondenza, tutelato dall'art. 15 Cost., ai danni della lavoratrice.










